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venerdì 24 giugno 2011

Pomodori al riso Romani de Roma...

Pomodori al riso


















E' arrivata l'estate finalmente! I pomodori al riso è il piatto che più mi fa pensare a questa stagione, non c'è estate senza questi golosi scrigni ripieni.

Cercando su internet ho anche scoperto che è un piatto tipico di Roma: non lo sapevo proprio! Sono così abituata a vederli un pò ovunque, nelle rosticcerie e nei supermercati che non mi sono mai soffermata a riflettere sulla loro provenienza.

Quindi bando a chi dice: "pomodori con il riso" o "pomodori ripieni di riso" quelli non sono doc o non sono di Roma. Gli originali sono quelli con l'errore grammaticale nel mezzo: "pomodori al riso". E poi quelli Romani de Roma sono sempre accompagnati dalle patate, non vi potete sbagliare!

Qui propongo una versione un pochino rivisitata dei classici pomodori, mi sono permessa di aggiungere un pò di salsiccia al riso: mai scelta fu più azzeccata! Anche mia sorella che mangia la metà di quello che mangio io stavolta si è mangiata ben due porzioni e sembrava molto soddisfatta. Sicuramente un piatto riuscito!

Pomodori al riso



Ingredienti per 4 Pomodori a riso:

  • 4 pomodori maturi
  • 4 cucchiai di riso
  • 1 salsiccia
  • un pò di passata
  • 2/3 patate
  • 1 cipolla fresca
  • basilico
  • pepe
  • sale

Per far insaporire meglio i pomodori consiglio di prepararli la sera prima o diverse ore prime di consumarli.

Lavate i pomodori. Tagliate la parte superiore che fa da cappello. Con uno scovino togliete un pò di polpa in modo da far entrare bene il riso. Conservate la polpa di pomodoro e anche i "cappelli".

Preparate il sugo che condirà il riso: fate soffriggere in poco olio un pò di cipolla, aggiungete la salsiccia a pezzettini e fate rosolare per qualche minuto. Aggiungete la polpa e un pò di passata di pomodoro. Salate e pepate. Lasciate cuocere per circa 10 minuti.

Aggiungete il riso crudo (si cuocerà in forno con i pomodori, don't worry!) al sugo alla salsiccia e ponetelo all'interno dei pomodori. Mettete una foglia di basilico sopra il riso e richiudete con il cappello.

Fate riposare per almeno 4 ore (o una notte che è meglio).

Dopo il riposo, sbucciate le patate e tagliatele a pezzetti. Tagliate anche il resto della cipolla e aggiungetela alle patate. Condite.

Ponete il tutto dentro una pirofila e fate cuocere in forno per circa 45 minuti.

domenica 15 maggio 2011

Tiramisù di Pompi... no, questo è meglio!

Tiramisù di Pompi? No, molto meglio!


Alzi la mano chi a Roma non si è mai deliziato con un tiramisù di Pompi, al famoso "regno del tiramisù".
Per chi non lo sapesse Pompi è un bar/pasticceria molto apprezzato dai giovani romani e non, soprattutto studenti in astinenza o depressi per gli esami universitari, che si riversano ogni week-end in questo paradiso dei dolci, con il buon proposito di fare scorta di energie e gustosità.

Il successo di questa pasticceria lo si deve prima di tutto alla cremosità dei suoi tiramisù, alla scelta tra gusti diversi, dal classico caffè e cacao, a quello alle fragole o alla banana e nutella. E poi c'è la praticità del take-away: se passi dalle parti di piazzale Re di Roma (via Albalonga per essere precisi) e hai voglia di qualcosa di dolce, Pompi ti offre la vaschettina e puoi gustarti il tuo tiramisù camminando tra le strade di Roma.

La formula segreta di questo tiramisù, non la conosce nessuno, ma indovinare gli ingredienti e le quantità non è poi così impossibile e, forse, riuscire a superare il signor Pompi può diventare un gioco da ragazzi.

Il mio primo consiglio, soprattutto per chi volesse far rimangiare la parola alle persone che blaterano che Pompi è il migliore e non si batte, è puntare sula cremosità: non c'è peggior cosa di un tiramisù secco. Allora non siate avari, preparate una quantità industriale (o quasi!) di crema al mascarpone... non ve ne pentirete, vi dò mia la parola!

Secondo consiglio è utilizzare delle uova freschissime e possibilmente biologiche (con codice 0 sull'etichetta) o da allevamento a terra (codice 1 sull'etichetta). Questa accortezza è molto importante perchè nel tiramisù le uova rimangono crude, allora accertatevi della loro provenienza e scadenza.

Terzo consiglio è usare dei savoiardi di ottima qualità: io utilizzo quelli sardi, i cosiddetti pistoccus, che sono più alti e morbidi rispetto ai classici savoiardi.

Quarto consiglio è preparare il tiramisù la sera prima per gustarlo il giorno dopo. La differenza si sente, dopo 15/18 ore che riposa beato in frigorifero, il vostro tiramisù risulterà ancora più cremoso e morbido.

Ecco la mia ricetta del tiramisù per superare il signor Pompi e far ricredere i vostri amici!

Tiramisù di Pompi? No, molto meglio!


Ingredienti per 15 porzioni:

500 gr di savoiardi
700 gr di mascarpone
3 uova
4 cucchiai di zucchero
cacao amaro q.b.
cioccolato fondente in scaglie q.b.
caffè freddo (circa 9 tazzine)

Separate i tuorli dagli albumi. Sbattete con delle fruste elettriche i tuorli con lo zucchero finchè risulteranno gonfi.
Aggiungete il mascarpone e mescolate fino a completo assorbimento.

Montate gli albumi a neve e versateli delicatamente nel composto al mascarpone. Mescolate.

Bagnate i savoiardi nel caffè (fatelo velocemente altrimenti si inzupperanno troppo) e disponeteli in una pirofila. Ricopriteli con metà della crema al mascarpone, poi spolverate con cacao e scaglie di cioccolato.

Ripete questa operazione con un altro strato di savoiardi, e finite con l'altra metà di crema, spolverata sempre di cacao e cioccolato.

Attendete (lo so sarà dura) tutta la notte e poi servite!

sabato 4 dicembre 2010

Gabriele Bonci e la sua Pizza: facciamo un monumento al Pizzarium

gabriele bonci


Ormai Gabriele Bonci e la sua pizzeria a taglio Pizzarium sono diventati una sorta di istituzione qui a Roma. Un pò come la Sora Maria per le grattachecche, il bar Sant'Eustachio per il caffè e la pasticceria Pompi per il tiramisù (e potrei elencarne ancora molti, anzi se ve ne vengono in mente scriveteli voi nei commenti!).

E' arrivato da poco alla vetta del successo gastronomico romano (ma direi anche italiano) complice la sua presenza fissa al programma La prova del cuoco dove ha spifferato molti dei segreti della sua magnifica pizza (e del pane).

Esatto, la pizza di Bonci è divina, probabilmente la più buona che io abbia mai assaggiato in 27 anni di vita. Lo sapete che per le sue pizze utilizza un lievito madre che ha oltre 1 secolo di vita? (per i non esperti: non ha la muffa e non morirete all'istante, anzi).

Devo ammettere che non vado pazza per la tipica pizza romana (sottile come un'ostia), la preferisco di più alta, morbida dentro e con la crosta croccantina: proprio come quella del Pizzarium.

pizza di gabriele bonci

pizza con patate

Inoltre le pizze sono tutte farcite abbondantemente e con ingredienti di prima qualità. Come potete vedere dalle foto, abbiamo preso (eravamo in due, non pensate male che mi sono scofanata tutta quella pizza! anche se l'avrei fatto volentieri): la classica margherita; patate; verza e salsiccia; 'nduja, broccoletti e mozzarella di bufala. Queste ultime in particolare sono state una rivelazione per me: e chi l'ha mai mangiata la pizza con le verdure? Invece queste sono fenomenali!

Unici assenti: il proprietario Gabriele e la sua famosa pizza con crema di zucca e pancetta. Peccato, però così ho la scusa per tornarci di nuovo (lo farei all'istante!).

Come avrete capito da Pizzarium c'è fila a tutte le ore. Noi siamo arrivate lì alle 14 e il locale (che è molto piccolo) era strapieno. Ma vale veramente la pena fare la fila per una pizza così buona.

Pizzarium
Via della Meloria 43 Roma (metro: Cipro)
Tel. +39 06 39745416
Chiuso domenica

giovedì 11 novembre 2010

Tè al cioccolato: mai scoperta fu più dolce




Questa non la sapevo proprio. Da grande appassionata di té che sono (ne bevo proprio di tutti i tipi, nero, bianco, verde, aromatizzato ai frutti di bosco, alla liquirizia, alla vaniglia, addirittura ne ho uno aromatizzato al bergamotto) non ero a conoscenza del té al cioccolato.

Mai una scoperta fu più illuminante e più dolce, direi. Questo té non si trova ovunque. Altrimenti sarebbe stato nella mia dispensa già da quando mi rimpinzavo di nutella a cucchiaiate (tempi andati, sigh).

Infatti, l'ho trovato in quel di Castroni, un negozio fantastico, forse l'unico, oserei dire, dove puoi trovare qualsiasi cosa possibile e immaginabile riguardo il cibo. Almeno qui a Roma.

Devo ammettere che il cioccolato si sposa proprio bene con il té, il suo sapore è gradevolmente pronunciato. Invece l'odore mi ricorda quello dei cioccolatini al liquore. Probabilmente tra gli aromi c'è anche qualche goccia di alcol.

Se non riuscite a trovare questa miscela così golosa, c'è chi sostiene che un buon té al sapore del nostro caro amico si può fare anche in casa. Basta aggiungere un cucchiaino di cacao alla nostra tazza di té fumante.

Voi ci provereste? Io intanto mi gusto il mio già bello e pronto!